Keybox in Condominio: Regole TULPS e Affitti Brevi 2026
Keybox in Condominio e Affitti Brevi: Regole TULPS e Limiti Legali

La giurisprudenza amministrativa ha tracciato un confine netto per l’utilizzo delle keybox nelle strutture ricettive e nelle locazioni brevi. La sentenza del Consiglio di Stato n. 9101 del 21 novembre 2025 conferma l’impostazione del Ministero dell’Interno: l’identificazione dell’ospite deve avvenire de visu.
L’installazione di una cassetta di sicurezza per le chiavi non è vietata dalla legge, ma la sua funzione si limita alla mera consegna fisica degli accessi. Non può in alcun modo sostituire il controllo effettivo e contestuale tra la persona fisica che fa ingresso nell’immobile e il documento d’identità fornito. A questo obbligo di pubblica sicurezza si sommano i vincoli civilistici legati alla vita condominiale.
Articolo 109 TULPS: Il divieto di check-in anonimo
L’articolo 109 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza (TULPS) impone a chiunque offra alloggio (albergatori, gestori di case vacanza, locatori e sublocatori per periodi inferiori a 30 giorni) di accogliere esclusivamente persone munite di un documento di riconoscimento valido.
I dati acquisiti devono essere trasmessi alla Questura tramite il portale Servizio Alloggiati:
- Entro 24 ore dall’arrivo dell’ospite.
- Entro 6 ore se il soggiorno è inferiore alle 24 ore.
La circolare ministeriale n. 38138/2024 ha chiarito che il processo di acquisizione documentale interamente automatizzato (invio della foto del passaporto, rilascio del codice PIN e apertura della keybox senza interazione umana) viola la normativa. L’assenza di un riscontro visivo diretto impedisce di accertare che chi digita il codice sia effettivamente l’intestatario del documento.
Identificazione de visu a distanza: come operare nella legalità
Il Consiglio di Stato non vieta l’uso della tecnologia per gli affitti brevi, ma esige che il riconoscimento de visu sia garantito, seppur da remoto. Il sistema deve permettere al gestore di accertare hic et nunc (al momento esatto dell’accesso) la corrispondenza fisionomica.
Per operare regolarmente in modalità “self”, il property manager deve dotarsi di:
- Videocitofoni digitali o telecamere autorizzate posizionate all’ingresso, per un controllo visivo in tempo reale.
- Sistemi di videochiamata contestuale al momento dell’apertura.
Solo al termine di questo riscontro l’host potrà abilitare l’apertura elettronica o comunicare il codice meccanico della keybox.
L’installazione della Keybox sulle parti comuni (Art. 1102 c.c.)
Superato il vaglio della pubblica sicurezza, occorre affrontare le regole condominiali. Fissare un lucchetto o una cassetta di sicurezza sul muro perimetrale, sulla cancellata o sulla facciata del palazzo chiama in causa l’articolo 1102 del Codice Civile.
La norma consente a ciascun condomino di servirsi della cosa comune (anche apportando modifiche a proprie spese) a patto di rispettare due condizioni inderogabili:
- Non alterare la destinazione del bene comune.
- Non impedire agli altri condomini di farne parimenti uso.
Un’installazione di piccole dimensioni è generalmente lecita. Non richiede una delibera assembleare preventiva, ma l’articolo 1122 c.c. impone di darne preventiva comunicazione all’amministratore, affinché ne riferisca in assemblea.
Decoro architettonico, sicurezza e ruolo dell’amministratore
L’amministratore ha il dovere di valutare l’impatto della keybox. I profili di potenziale criticità sono due:
- Decoro architettonico: un proliferare disordinato di keybox in facciata, magari di dimensioni o colori impattanti, può ledere l’estetica dell’edificio. Il regolamento condominiale (specie se di natura contrattuale) può imporre divieti assoluti o rigidi parametri estetici.
- Sicurezza dello stabile: depositare all’interno della keybox esterna non solo le chiavi dell’appartamento, ma anche quelle del portone d’ingresso condominiale, espone l’intero stabile a rischi di effrazione.
È prassi consigliata che l’assemblea adotti una delibera per regolamentare la materia: stabilendo aree idonee per l’installazione, vietando l’inserimento di chiavi comuni o imponendo il cambio frequente dei codici meccanici.
Checklist operativa per proprietari e property manager
Prima di forare il muro condominiale, chi gestisce un affitto breve dovrebbe seguire questa procedura:
- Analisi del Regolamento: Verificare l’assenza di divieti specifici sull’uso delle parti comuni o sull’esercizio di attività ricettive.
- Comunicazione formale: Inviare una PEC all’amministratore allegando schema di montaggio, dimensioni della keybox e posizionamento.
- Gestione del rischio: Evitare di inserire chiavi del portone condominiale nella keybox se installata su pubblica via.
- Adeguamento TULPS: Integrare la procedura di check-in con un sistema di videochiamata o controllo visivo in tempo reale prima di rilasciare il codice di sblocco.
Quadro Riassuntivo delle Regole
| Ambito | Riferimento Normativo / Giurisprudenziale | Regola Operativa |
| Pubblica Sicurezza | Art. 109 TULPS | Obbligo di identificazione con documento idoneo; divieto di check-in totalmente anonimo. |
| Comunicazione Dati | Portale Alloggiati Web | Invio dati entro 24 ore (o 6 ore per soggiorni brevissimi). Applicabile anche agli affitti <30 giorni. |
| Verifica Ospiti | Cons. di Stato n. 9101/2025; Circ. Min. Interno 38138/2024 | Necessaria l’identificazione de visu (anche tramite videochiamata). La keybox serve solo per la consegna delle chiavi. |
| Parti Comuni | Art. 1102 Codice Civile | Installazione ammessa se non lede decoro, sicurezza e non impedisce l’uso agli altri condomini. |
| Obblighi Condominiali | Art. 1122 Codice Civile | Obbligo di comunicazione preventiva all’amministratore prima di intervenire sulle parti comuni. |
Domande Frequenti (FAQ)
La keybox automatizzata sostituisce la registrazione su Alloggiati Web?
Assolutamente no. La keybox è un mero strumento hardware di consegna chiavi. L’obbligo di acquisizione dei documenti, identificazione del soggetto e invio dei dati alla Questura tramite il Servizio Alloggiati permane inderogabile, anche per gli affitti brevi.
Posso inviare il codice della keybox all’ospite appena mi manda la foto del passaporto su WhatsApp?
No. La sola ricezione del documento digitale non dimostra che chi lo ha inviato sia fisicamente la persona che si presenterà al portone. Serve un controllo visivo (di persona o tramite videocall) contestuale all’arrivo, prima di fornire l’accesso.
L’amministratore di condominio può impormi di rimuovere la keybox?
Sì, ma solo in presenza di validi motivi giuridici. Ad esempio, se l’installazione lede il decoro architettonico, mina la sicurezza dell’edificio (custodia incustodita delle chiavi del portone comune) o viola specifiche clausole del regolamento condominiale. In questi casi, l’amministratore può agire anche previa delibera assembleare.
Serve l’autorizzazione dell’assemblea per installare una piccola keybox vicino al mio citofono?
Di norma, l’art. 1102 c.c. non richiede il preventivo assenso dell’assemblea per l’utilizzo della cosa comune. Tuttavia, l’art. 1122 c.c. obbliga il condomino a comunicare l’intervento all’amministratore. Leggere sempre il regolamento di condominio prima di procedere.

